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Brutti ma buoni: il ritorno all’essenziale passa dal cibo

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Oggi più che mai si rivela fondamentale tornare allo stretto indispensabile, a partire da quello che consumiamo: recupero degli avanzi, acquisto di prodotti a km zero, introduzione delle mezze porzioni


La frugalità, a più riprese invocata nei momenti storici più critici, oggi torna più centrale che mai, diventando forse il valore più prezioso da difendere. Un valore riemerso anche (e forse soprattutto) durante il confinamento mondiale.

Difatti anche i consumi mondiali sono diminuiti: quest’anno l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’uomo consuma tutte le risorse generate dalla Terra in un anno, si è verificato il 22 agosto, 24 giorni dopo rispetto al 2019. Un risultato positivo, ma pur sempre influenzato da questa crisi sanitaria. Ad ogni modo la Fondazione Barilla aumenta la posta in gioco, volendo spostare in avanti di altri 32 giorni questa ricorrenza: per farlo, ha condiviso le sue cinque best practice.

Anche Coldiretti ha svolto una ricerca sulla questione, ottenendo risultati positivi: un italiano su due ha infatti diminuito o annullato lo spreco alimentare, adottando nell’ultimo anno svariate pratiche responsabili. Nonostante il miglioramento, anche in questo caso il problema resta rilevante: secondo il Rapporto 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher, ancora oggi ogni famiglia italiana scarta cibo per un valore di 4,91 euro la settimana. 

Segnali incoraggianti arrivano anche dall’estero, nello specifico dalla Norvegia, dove gli chef Jimmy Øien, Mads Revheim-Skjolden e Christopher Christiansen hanno rivoluzionato l’idea di alta cucina: nel menù degustazione di Rest, il loro ristorante ad Oslo, sono stati inseriti avanzi e ingredienti imperfetti. 

In Cina la situazione è più instabile: lo spreco alimentare viene infatti spesso favorito dalle abitudini culturali e sociali del Paese. Motivo per cui il Premier cinese Xi Jinping ha lanciato una campagna di rieducazione alimentare, spingendo le persone a “vuotare i piatti”, i ristoranti a introdurre le mezze porzioni, i clienti a ordinare un pasto in meno rispetto ai commensali seduti.