Fashion News

Corsa alla sostenibilità per moda e lusso (e sì, c’è anche the Queen)

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La nostra rassegna delle ultime notizie sul mondo del fashion. L’indice green per il settore, il festival dedicato alla moda etica, la campagna di Benetton pro diversity 

 

Standard Ethics ha annunciato il lancio dello SE European Fashion&Luxury Index, un indice green per la moda. La pubblicazione è prevista per il primo semestre del 2023. 

Sono ventiquattro le aziende di moda quotate in Borsa, su cui si concentra l’attenzione di Standard Ethics: tra queste ci sono le italiane Brunello Cucinelli, Zegna, Moncler, Prada, Ferragamo, Tod’s e Geox.  Quanto ai nomi internazionali, troviamo, tra gli altri, Kering, Lvmh, Adidas, Burberry, Richemont, H&M, Hermès, Inditex e Swatch Group.

Ancora sostenibilità, stavolta nel settore gioielleria. Secondo un report McKinsey-Bof che esamina lo stato della sostenibilità nell’industria dei preziosi, entro il 2025 un terzo degli acquisti di gioielleria sarà influenzato dal grado di sostenibilità dei marchi, scelta condivisa soprattutto dalle generazioni più giovani, più attente al tema rispetto alle precedenti.

A Bologna torna Rivestiti! il festival dedicato alla moda etica e davvero “sostenibile” promosso dalla rete delle realtà di commercio equo e solidale dell’Emilia-Romagna. Per la prima volta una sala interamente dedicata all’uso dei capi di seconda mano e alla promozione di  realtà artigianali, di riciclo e recupero, di economia circolare, che producono piccole collezioni realmente sostenibili, proponendo alternative più etiche e durature alla fast fashion. 

La nuova campagna Benetton è improntata alla narrazione e alla valorizzazione della diversity, proponendo i capi che possono essere indossati indifferentemente da uomini e donne, proponendo un concetto di moda come strumento di espressione identitaria contemporanea e “trattando” il corpo, come linguaggio e strumento narrativo senza “categorizzazioni” e riferimenti segmentanti in ambito di genere, etnia e così via.

Non poteva mancare un riferimento a The Queen, probabilmente la sovrana più iconica del secolo e dell’inizio millennio, nonostante l’apparente disinteresse per la moda.  Elisabetta II rimarrà nell’immaginario comune per i look sgargianti spesso indossati per “ragion di Stato”. E anche se non ha mai sfoggiato abiti griffati, il mondo della moda la considera un punto di riferimento. La London Fashion Week annulla gli show il giorno del funerale.