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Fashion upcycling: non solo una moda

Il riutilizzo creativo prende sempre più piede, sia tra i brand emergenti che nell’alta moda

Fino a qualche anno fa era impensabile associare il termine “riciclo” all’alta moda. Oggi la situazione si è ribaltata: i brand hanno capito l’importanza di sperimentare il riutilizzo creativo, forse influenzati anche dalle nuove abitudini di acquisto dei consumatori. Secondo l’ultimo sondaggio di Trustpilot e London Research, infatti, il 92% degli italiani boicotterebbe un brand non etico

Si chiama dunque upcycling l’ultima tendenza abbracciata dal mondo della moda. Si tratta della rigenerazione di capi a partire da tessuti o pezzi che provengono da vecchie collezioni. In passato alcune capsule collection sono state realizzate con questa tecnica, come Re-Nylon di Prada o Upcycle di Miu Miu, ma è nelle sfilate per la primavera estate 2021 che il riciclo creativo è stato veramente protagonista, con brand come Balenciaga, Louis Vuitton e Gucci

Ad ogni modo, i grandi nomi del lusso non sono gli unici a percorrere la strada della sostenibilità. Spesso sono proprio i marchi emergenti a ispirare con progetti innovativi, come nel caso di Béhen, che trasforma antiche tovaglie e lenzuola ricamate in outfit sofisticati. Creazioni all’insegna dell’economia circolare, in tutti i sensi: la stilista portoghese, Joana Duarte, produce infatti su pre-ordine, andando a realizzare un capo solo quando richiesto dal cliente. Un modo per evitare sovrapproduzione e rimanenze di capi in stock, dannosi sia per il pianeta che per l’economia aziendale.