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Green Retail Snapshot: Riconquistare lo Spazio

GRF Talks: I talk della sostenibilità

Riconquistare lo spazio: luoghi di vita, luoghi di consumo

Se negli anni ‘60 si parlava di Spazio e si intendeva la conquista di uno spazio infinito e lontano, oggi la sfida più impellente è quella dello spazio e riguarda la cura del nostro Pianeta, insieme all’urgenza di dare un’identità e una funzione agli spazi attorno a noi.

Come riqualificare, come ri-usare, come non consumare gli spazi. Calata nell’ambito del retail, questa sfida s’incrocia con l’esigenza di capire quale ruolo ha il commercio nella ridefinizione dello spazio pubblico. 

Perché anche gli spazi commerciali si stanno modificando, e sempre più rapidamente. Le persone sono immerse in una realtà costantemente interconnessa tra fisico e digitale e i retailer hanno l’esigenza di capire dove stare, per poter intercettare i flussi di persone che si muovono velocemente. 

Non solo.

Dalla ricerca proposta da Altavia Lab su come i consumatori si rapportano con gli spazi di commercio e i luoghi di vita nelle nostre città, emerge che 3 consumatori su 10 hanno cambiato negozio per la loro spesa alimentare, in favore di shop di quartiere più piccoli ma più attenti alle loro esigenze. Dalla stessa ricerca emerge anche la tendenza dei retailer a progettare nuove aperture con piccole superfici. La rinascita di nuovi shop di quartiere non è solo un segno di vitalità commerciale, ma restituisce alla comunità presidi di socialità e sicurezza urbana. Perché il commercio guida la trasformazione degli spazi e anche delle sue responsabilità.

Giuliana Gemini

La città dei 15 minuti si basa sulla disponibilità e raggiungibilità di tutto ciò che serve alla vita delle persone e delle comunità che abitano gli spazi, in un tempo ragionevole. Ci sono state una serie di sperimentazione per realizzare luoghi di prossimità che fossero luoghi di offerta commerciale, interazione con il territorio e animazione delle comunità.

Simona Portigliotti

L’unico modo per un attore del real estate di essere sostenibile da tutti i punti di vista e avere quindi un impatto triplo positivo (sul pianeta, sulle persone e sul profitto) è quello di creare il retail e il commercio rispondendo ad esigenze della città e del cittadino. Si deve studiare e mappare il territorio, capendo chi lo vive, partendo dagli stakeholde...

Riccardo Fiori

Le stazioni stanno tornando ad essere un punto focale della città, un luogo di riferimento e non solo una porta d’ingresso. Sono oggi un hub interconnesso ed intermodale in cui confluiscono diversi sistemi di trasporto sostenibili. Un luogo osmotico che dialoga con la città, grazie a delle operazioni frutto della riqualifica di spazi ormai dimenticati, che pas...

Riccardo Taverna

La parola inclusione ha come cuore anche le persone con disabilità che non hanno facilità a muoversi sul territorio. Milano non è una città sempre accessibile per chi si muove in carrozzina. Ma molte realtà legate al mondo del commercio, come Federdistribuzione, sono al primo posto nel mappare le barriere architettoniche.

Paolo Mamo

Oggi dobbiamo spostare l’asse dall’avere all’essere. L’ibridazione dei luoghi significa renderli tutti luoghi esperienziali rompendo gli steccati storici come l’ambito del lavoro, della vita privata, della spesa per necessità o dello shopping. Nell’esperienza esistenziale di una persona devono costituire un tutt’uno sempre più gratificante.

Tommaso Sacchi

I progetti che oggi guardano oltre la porzione di territorio più centrale e che vivono nella Milano metropolitana, periferica e dei quartieri, sono l’evidenza degli investimenti in infrastrutture e in contenuti. Qui ci sarà il dialogo tra l’istituzione culturale e la gestione di una serie di servizi.

Pierluigi Cocchini

Durante la pandemia, l’assenza dei turisti, ha portato un mutamento nel panorama di chi frequentava i department store. Gli abitanti locali delle città, ma anche i turisti italiani, si sono riappropriati di questi spazi che prima erano troppo turistici. Il turismo sta tornando ma questo ritorno si limita per ora alla fascia molto alta, con un atteggiamento div...

Una risposta su come intercettare i flussi dei consumatori e su come ri-usare, riqualificare e innovare gli spazi pare scaturire da progetti misti pubblico privato, dove gli spazi del retail diventano sempre più spesso ibridi, nella progettazione e nella fruizione. Ecco quindi che non esistono più luoghi tradizionalmente di solo retail, ma sempre più misti: dai musei alle stazioni. Una grande trasformazione, che trasforma sempre di più la città in vetrina. Una vetrina che non è e non può più essere solo quella dei centri storici. Nell’ottica di raggiungere l’obiettivo di consumo netto del suolo pari a zero, la strada da intraprendere è quella della riqualificazione mirata delle periferie, i luoghi dove avviene il primo fondamentale accesso ai servizi e all’acquisto per molte persone. Considerando che si prevede che entro il 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree cittadine, abbiamo bisogno di ripensare il nostro modello di metropoli. Le aree metropolitane sono e saranno sempre di più i motori della crescita economica. Gli urbanisti si interrogano su una “pianificazione urbana sana”, ovvero mettere i bisogni delle persone, la loro salute e il loro benessere al centro del processo decisionale di “costruzione” delle città future. In questa sfida il ruolo del commercio e degli investimenti che è in grado di allocare è fondamentale.

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