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Il lunedì nero di Facebook: l’effetto domino del blackout da sei ore

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Il down ha danneggiato moltissimi business locali e inserzionisti che si affidano quotidianamente alla piattaforma per comunicare con i propri clienti

 

Relazioni interrotte per sei ore: dipendenti Facebook che non riescono ad entrare in ufficio perché i badge non funzionano, imprenditori locali incapaci di comunicare via chat con i loro clienti, ma anche semplicemente amici che non sono riusciti ad organizzarsi per incontrarsi.

La fiducia degli investitori nel regno di Mark Zuckerberg si è un po’ indebolita questo lunedì, tra le pressioni politiche e un guasto prolungato delle app della società, causato dalle modifiche all’infrastruttura che coordina il traffico tra i suoi data center. Fattori che hanno scatenato a catena un crollo azionario del 4,8% e una perdita di 5,9 miliardi di dollari

Il titolo dell’azienda è finito sotto attacco su due fronti: in primis, uno stop insolitamente lungo della sua piattaforma principale, di Instagram e di Whatsapp. Un’interruzione che potrebbe essere già costata, a livello pubblicitario, fino a cento milioni di dollari di entrate (nell’ultimo trimestre la società ha incassato oltre trecento milioni di dollari al giorno), e un riversamento di utenti verso altre piattaforme come Twitter, dove l’accaduto è stato commentato con ironia

A rincarare la dose è poi l’udienza al Congresso statunitense in cui un’ex product manager, Frances Haugen, testimonierà la sua decisione di diventare una whistleblower e di fornire dati sensibili al Wall Street Journal. Durante il programma tv 60 Minutes, l’ex dipendente ha criticato Facebook per anteporre “il profitto davanti alle persone” e per non avere continuato ad adottare misure contro la disinformazione dopo le elezioni presidenziali statunitensi del 2020 (e dunque dopo il tragico attacco al Campidoglio).