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Marketplace mania: il modello seduce anche il fintech

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Azimut Marketplace per il fintech, Vezua per una filiera virtuosa, Debenhams per i department store che si rilanciano online 

 

Quando si parla di marketplace la prima piattaforma che viene in mente è Amazon, uno dei siti che raccoglie più categorie merceologiche. Ma l’universo degli aggregatori non si esaurisce con quelli maggiormente famosi. Al contrario, questo modello sta attirando anche settori ben diversi dalla vendita al dettaglio. 

Azimut, uno dei principali operatori nel risparmio gestito in Europa, rientra tra questi esempi. La piattaforma si chiama Azimut Marketplace e il CEO della Holding lo ha descritto come “il nuovo Amazon del fintech per le pmi”, proprio per agganciarsi a un filone ben preciso. Il progetto nasce dalla volontà di rispondere alle esigenze delle attività commerciali ed economiche, le quali, secondo le stime elaborate, fruiscono sempre di più di servizi finanziari digitali (98%), ma fornendo in più la comodità di avere un unico punto di accesso. 

Un’altra realtà innovativa è Vezua, che crea una filiera virtuosa tra produttori, ambiente e chi sceglie di fare acquisti responsabili. L’offerta comprende articoli di vario genere, purché siano prodotti secondo criteri ecologici. Chi volesse vendere qui, infatti, deve sottostare a una precisa procedura di validazione che include i diciassette obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e venti parametri ambientali, sociali e di governance. Ma non è tutto: parte dei ricavi del portale vengono impiegati per acquistare terreni in tutto il mondo, destinati agli ecosistemi naturali. 

Dulcis in fundo, un esempio dal retail fisico che sceglie questo modello per rilanciarsi sul web. Il grande magazzino Debenhams, recentemente acquisito da Boohoo Group, è stato promosso come marketplace online di moda, bellezza, sport e articoli per la casa. Utilizzando la piattaforma Mirakl, specializzata nella creazione di mercati gestiti dai rivenditori, il department store britannico ambisce ad integrare rapidamente nuovi marchi, oltre a mantenere ed estendere le relazioni esistenti con il nuovo Gruppo proprietario. 

 

 


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