Notizie

Sacchetti più leggeri, scontrini più pesanti: l’impatto della guerra in Italia e all’estero

spesa-inflazione-rincari-guerra-russia-ucraina-supermercato-altavia.jpeg
La guerra in Ucraina continua a influenzare gli equilibri economici mondiali: consumi compresi. Nei Paesi meno sviluppati è rischio povertà alimentare

 

Si compra di meno, si spende di più. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat, che, su base tendenziale, evidenzia un aumento del valore delle vendite al dettaglio del 5,6% e una diminuzione del 2,5% in volume. Complice della flessione dell’acquisto di beni di prima necessità, la forte inflazione registrata negli ultimi tempi.

Nel frattempo, Coldiretti lancia l’allarme per un comparto molto importante: il riso. La grave siccità e l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, causato dal conflitto in Ucraina, stanno minacciando le semine di questo cereale in Italia, dove – stima l’associazione – solitamente si ottiene circa la metà del raccolto europeo. Le prossime semine potrebbero dover rinunciare a oltre diecimila ettari. Uno scenario preoccupante, soprattutto considerando che la domanda di riso potrebbe presto aumentare. Lo sottolinea il Dipartimento di agricoltura statunitense, secondo cui l’interesse per il riso sarebbe la conseguenza della contrazione dei mercati cerealicoli globali, dove Russia e Ucraina hanno sempre dominato. 

Il conflitto continua, così, a ridisegnare i consumi del mondo, portando – nei casi peggiori – alla soglia dell’emergenza alimentare. In Giappone la guerra ha influenzato il costo dei noodles, fatti con grano saraceno, di cui la Russia è tra i principali produttori. In Africa, invece, si rischia la povertà alimentare, anche a causa del blocco del grano sul Mar Nero. Nei giorni scorsi il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha avvertito: «Dobbiamo garantire un flusso costante di cibo ed energia in mercati aperti, rimuovendo tutte le restrizioni all’esportazione non necessarie».