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Smart working: questa volta ci siamo davvero (forse)

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Dopo mesi di regime emergenziale è il momento di lavorare veramente in modo agile, sempre che dipendenti e aziende siano davvero pronti 


Durante il confinamento lo smart working è stato quasi sempre l’unica soluzione per lavorare: in modalità emergenziale, e che di smart aveva veramente poco. Adesso, a distanza di mesi, è arrivato il momento di compiere un ulteriore step: costruire un sistema razionale e organizzato.

Overworking e incomprensioni sono stati spesso all’ordine del giorno: oggi, però, sappiamo che lo smart working può essere pianificato, e i dipendenti sembrerebbero pronti: secondo una ricerca di Variazioni, 9 persone su 10 vorrebbero continuare a lavorare così. 

Anche lo smart working però ha avuto i suoi punti deboli, come la difficoltà nel gestire la progettazione partecipativa. La soluzione è stata la digitalizzazione del codesign, tramite una serie di strumenti: lavagne digitali condivise, l’utilizzo di post-it, e canvas hanno permesso di lavorare in team, svincolandosi così dai limiti del cartaceo. Difatti ogni documento creato è in formato elettronico: facile da condividere e rielaborare nel tempo. 

Con la delocalizzazione dal proprio ufficio iniziano a vedersi inoltre le prime ricadute sul mercato immobiliare: la fuga dagli affitti. In America sono già in migliaia i dipendenti che, potendo lavorare da casa (anche per sempre), si sono trasferiti in zone meno costose. Un’inversione di tendenza che rivoluzionerebbe i tradizionali equilibri tra città e periferia, e che nel caso di San Francisco sta già accadendo. 

Anche in Italia ci si muove nella stessa direzione con “South Working, Lavorare dal Sud”, il progetto di Elena Militello che punta a favorire la rinascita economica e sociale dei territori di rientro, riducendo così il divario territoriale tra le nostre regioni. Un’opportunità per i luoghi di origine, un “indebolimento” per città come Milano, che da sempre rappresenta uno dei maggiori snodi commerciali del nostro Paese.  

É vero: il lavoro agile ha molti pro, ma anche qualche contro. C’è chi infatti continua a preferire i regimi tradizionali per i benefici che hanno: il contatto umano, la chiacchiera alla macchinetta del caffè, l’incontro con il nuovo arrivato restano momenti che il lavoro a distanza difficilmente potrà sostituire.