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Tessuti ecosostenibili: dai cactus ai funghi, passando per la frutta

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Ecco i brand che ultimamente hanno scelto i materiali alternativi per le loro collezioni

Stella McCartney si prepara a festeggiare i suoi vent’anni presentando nelle prossime collezioni prototipi realizzati in Mylo, un’alternativa sostenibile alla pelle ottenuta dal micelio contenuto nelle radici dei funghi. Un’intuizione, quella di utilizzare il fungo come risorsa tessile, su cui altri marchi del lusso hanno già scommesso. Tra questi, Hermes, Adidas, Lululemon e Kering.

Un altro materiale fortemente utilizzato di recente è il cactus, una pianta dalla consistenza elastica e dalle foglie adatte alla realizzazione di borse, cinture, vestiti, calzature e persino complementi d’arredo. A sceglierlo sono stati diversi brand, come Karl Lagerfeld, che ha lanciato recentemente una capsule collection con l’attivista Amber Valletta, e H&M, che ha presentato la prima di numerose collezioni rientranti sotto al concetto di “Innovation Stories”.   

Inoltre, anche la frutta è stata spesso utilizzata per realizzare tessuti alternativi. Una delle novità più recenti riguarda la pelle ottenuta dagli scarti di mela, selezionata da Genny per una capsule di accessori in arrivo il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra. Da citare infine alcuni casi italiani, entrambi catanesi. Ohoskin è stata scelta tra le venticinque startup produttrici più promettenti del 2021 per i suoi materiali ricavati dal fico d’India. Orange Fiber (ospite dei nostri Altavia Fashion Talks) è stata invece una delle prime realtà a credere nei materiali alternativi, puntando fin dal 2013 sugli scarti agrumi, ed attirando l’attenzione di brand come Salvatore Ferragamo.