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Cresce l’holiday working: il settore turistico si organizza

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Si sceglie sempre più spesso la formula vacanza-lavoro, così gli operatori del turismo assecondano i nuovi bisogni accelerati dalla pandemia

 

Sette italiani su dieci sono sicuri di andare in vacanza questa estate. Un dato raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e influenzato sia dalla campagna vaccinale in corso, che dalla possibilità di spostarsi grazie al Green pass. Le intenzioni al viaggio aumentano, dunque, e tra chi prenota la propria evasione cresce anche il numero di persone che puntano a conciliare relax e lavoro. 

Secondo il Centro Studi Italianway, azienda che opera sul mercato italiano degli affitti brevi, il 35% delle quarantatremila notti prenotate fino ad ora sul portale della società ha come finalità l’holiday working. In cima ai filtri di ricerca impostati in fase di prenotazione svetterebbero la connessione WiFi veloce e la postazione barbecue.

Un trend in crescita, quello del workation, che il settore dell’ospitalità sta provando ad assecondare. Msc Crociere e Mla (Move language ahead), per esempio, hanno stretto una collaborazione esclusiva per offrire vacanze studio ai ragazzi tra 10 e 18 anni a bordo delle navi che operano nel Mediterraneo. Lo Student Hotel di Bologna, attualmente sold out, ha invece rimodulato la sua offerta, diventando un albergo ibrido aperto non solo agli studenti, ma anche a turisti e lavoratori in cerca di aree dedicate al co-working. Infine, sulla scia dell’esperimento avviato nel 2020, Alpitour lancia Smart Easy Working, il pacchetto pensato per chi ha necessità di lavorare in vacanza. Compresi nella formula, anche il pocket lunch delivery per la pausa pranzo, l’utilizzo gratuito di scanner e stampanti, il servizio di consegna e ritiro documenti e pacchi, e l’assegnazione di camere disposte in aree particolarmente tranquille per favorire la concentrazione.