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GRF Talks: La migliore offerta. Qualità dei prodotti, qualità della vita

GREEN RETAIL FORUM 2022
I talk della sostenibilità

La migliore offerta. Qualità dei prodotti, qualità della vita

Da tempo la qualità non è più una caratteristica esclusiva del prodotto. Nel retail, la qualità della relazione con il cliente, dell’esperienza in punto vendita, del servizio di consegna (o di accoglienza o di assistenza etc) sono parte integrante del concetto di qualità che si riconosce a un brand e ai suoi prodotti. I parametri stessi della qualità, fissati dalle autorità garanti, mutano per adeguarsi a concezioni più aggiornate. Così il vecchio marchio DOC (origine controllata) ha ceduto il passo al DOP, che contempla l’intero complesso dei fattori ambientali (caratteristiche territoriali, clima) e umani (tecniche di produzione artigianali tramandate nel tempo); mentre il “biologico”, che regolamenta le tecniche agricole a livello europeo, dal 2022 ha anche un marchio tutto italiano per offrire una garanzia più stringente sull’origine dei prodotti green. Ma in definitiva, con o senza certificazioni ufficiali, la certificazione di qualità più incisiva rimane la scelta del cliente e, tra i suoi driver, s’impone sempre di più la sostenibilità, intesa come rispetto dell’ambiente, tutela dei lavoratori, sostegno all’economia locale. Sempre più spesso, dal web e dai giornali, vediamo brand e insegne all’interno di classifiche che valutano il loro impegno. Qualcuno ha già raccolto il guanto di sfida, ma la vera sfida sarebbe rendere partecipi tutti.

Paolo Mamo

Far coincidere qualità e sostenibilità a volte è complicato perché la qualità spesso costa, e questo non è sostenibile per le tasche dei cittadini, sempre più in difficoltà. Rendere i prodotti sostenibili, di alta qualità e accessibili per tutti è la grande sfida che tutti dovremmo cogliere.

Gregoire Kaufman

La parola qualità sta attraversando un’evoluzione interessante: nel dopoguerra si parlava di qualità per rassicurare i clienti, attraverso i brand, sulle qualità organolettiche del prodotto e sul rispetto delle regole igieniche. Negli ultimi vent'anni la parola si è evoluta mettendo l'accento sul gusto, su prodotti gourmet di alto valore ma dal prezzo alto. Oggi in Italia il senso della qualità si sta ampliando per includere valori come il localismo e la filiera corta: si comunica ai clienti da dove arriva un prodotto, chi e come l’ha fabbricato.

Maurizio Nicolello

Durante la pandemia abbiamo voluto aiutare i fornitori locali del nostro territorio. L'amore e la passione che ci mettono ci hanno ispirati: abbiamo voluto conoscerli, allearci con loro e portare i loro prodotti nei nostri punti vendita. Abbiamo creato un bollino per indirizzare i consumatori verso prodotti di valore non solo per la filiera corta, ma anche per l’etica aziendale delle persone che li hanno creati.

Riccardo Taverna

La parola inclusione ha come cuore anche le persone con disabilità che non hanno facilità a muoversi sul territorio. Milano non è una città sempre accessibile per chi si muove in carrozzina. Ma molte realtà legate al mondo del commercio, come Federdistribuzione, sono al primo posto nel mappare le barriere architettoniche.

Alessandro Sessa

Tutti noi siamo consumatori che cambiano abitudini, per far fronte alla situazione economica del momento: Altroconsumo monìtora con continuità questi comportamenti e il carrello della spesa ci dà il polso di quello che i cittadini stanno vivendo. Nel fare la spesa, prima della pandemia, c'era grande attenzione agli aspetti legati alla sostenibilità e i consumatori erano disposti anche a spendere di più per il rispetto dell'ambiente. Durante il lockdown l’attenzione era nel fare scorte riducendo gli sprechi, poi c’è stata un'attenzione molto forte alla salute e al mangiare sano. Oggi il tema che domina nelle scelte è quello del risparmio.

Eleonora Graffione

Oggi non è più ammissibile avere dei buyer che comprano esclusivamente in base al prezzo. Come distributori ci scontriamo sia con l’aumento del costo delle materie prime e con un'inflazione importante sia con l'impossibilità di portare tutto questo sul prezzo a scaffale. Bisogna far percepire al cliente qual è il vero valore intrinseco del prodotto e della filiera, nella quale lavorano un sacco di persone. Non è più accettabile prendere un prodotto, metterlo sullo scaffale e non spiegare che cosa c'è.

Elena Lattuada

Oggi nei consumatori c’è una consapevolezza sociale sulla qualità e sulla sostenibilità. È riconosciuto molto meno invece che dentro il prezzo di un prodotto c'è una cosa fondamentale: la qualità del lavoro. È evidente che se si vogliono rispettare le norme basilari, che si parli di sicurezza, di reddito o di condizioni di lavoro, una parte del prezzo del prodotto deve derivare dal lavoro.

Mario Gasbarrino

I retailer devono cambiare rotta: spesso hanno un'offerta banale e tutta uguale, fatta solo dei prodotti di marca su cui tutti abbiamo costruito i nostri assortimenti e che hanno oggi produzioni sempre più forti. Ogni distributore deve specializzarsi, scegliendo che tipo di clienti servire e come farlo, e solo a quel punto deve adottare i suoi modelli organizzativi, le sue persone e il suo assortimento selezionato.

La qualità si ricerca nel prodotto, nelle materie prime, nei processi di produzione, nella filiera: in modi diversi, ma concorrenti, questi concetti vanno intesi come fattori di impatto positivo sulle nostre vite. Qualità si contrappone a quantità: si ritiene che in assenza di una selezione accurata (e molti scarti) la qualità non sia garantita, mentre questa parola potrebbe diventare una bandiera della lotta allo spreco. Qualità si contrappone anche a convenienza: il cliente deve bilanciarla con contingenze economiche sempre più difficili e limitanti. Una ricerca di Altroconsumo evidenzia come l’attuale situazione economica abbia portato i consumatori a rivedere molte priorità e cambiare abitudini. Ma con l’esigenza del risparmio, negli ultimi anni, è fortemente cresciuto anche il livello di consapevolezza delle nostre scelte. La strada per una produzione più sostenibile passa necessariamente da un’informazione dettagliata al cliente, perché comprendere il valore reale di una scelta d’acquisto richiede consapevolezza e partecipazione valoriale. In questa scelta di valore c’è la comprensione del ruolo fondamentale del lavoro, l’esigenza del rispetto dell’essere umano e dei suoi diritti, che secondo alcuni osservatori saranno la leva-chiave delle prossime campagne per la sostenibilità. Il consumatore-lavoratore, con mezzi limitati ma piena cognizione della “qualità” delle sue scelte, è nelle condizioni di partecipare attivamente alla promozione di uno sviluppo sostenibile della società.

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