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Turismo 2021: dal classico camping all’esclusivo glamping

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Il turismo riparte e le persone scelgono di stare all’aria aperta: dai camping più tradizionali ai glamping, il nuovo campeggiare esclusivo

La minaccia della variante Delta sui flussi vacanzieri è reale, ma non c’è dubbio che il bilancio di inizio estate per il mondo del turismo sia positivo. Secondo dati Eurocontrol, pur restando a circa -50% rispetto al 2019, a fine giugno l’Italia si è posizionata al quarto posto in Europa per numero di voli; inoltre, nello stesso mese gli aeroporti di Malpensa e Fiumicino sono apparsi nella top 20 europea del traffico. Un movimento di crescita destinato a rimanere, e che si stima porterà a raggiungere i volumi pre-Covid entro il 2023.

Per quanto riguarda le prenotazioni, più di un italiano su due ha programmato una vacanza in media per più di una settimana. Di questi, un quarto pianifica una struttura outdoor: villaggio e agriturismo sono in testa, seguiti da camping e rifugio montano. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Enit-Agenzia Nazionale del Turismo e Human Company, gruppo leader in Italia nell’ospitalità open air, in collaborazione con Istituto Piepoli.

Spazio dunque al turismo all’aria aperta, che potrebbe contribuire profondamente a trainare la ripresa del settore. Faita-FederCamping, una delle principali organizzazioni del settore open air, ha registrato un sensibile aumento di ricerche online destinate al settore dei campeggi rispetto al 2020. In forte ascesa tra i turisti italiani è poi il fenomeno del glamping, vacanze di lusso all’interno di un camping, con strutture attrezzate e il massimo del comfort nella natura. Punto di forza di questa sistemazione: la possibilità di offrire fino a 40-80 mq a persona nel verde, in ambienti sanificati e conformi alle linee guida anti-Covid. Il tutto, senza rinunciare ad un’esperienza unica.